Le nuove regole di MiFID 2

Le nuove regole di MiFID 2 riguardano, praticamente, tutti gli aspetti del trading intra-comunitario: cioè tutto ciò che avviene all’interno dell’UE. Obbligano i broker ad eseguire le operazioni su piattaforme regolamentate ed aperte, limitando le offerte tra broker non dichiarate, cosa che accade spesso nel trading su materie prime, bond e petrolio.

Per proteggere il mercato finanziario tutti gli algoritmi dovranno essere registrati  presso gli enti di regolamentazione e dovranno comprendere degli “interruttori” che possano stoppare il loro funzionamento. Le nuove regole di MiFID 2 andranno a rivoluzionare il modo in cui le banche fanno trading, come anche le istituzioni che negoziano titoli od obbligazioni in tutto il mondo.

I broker sono già operativi per istituire dei report dei dati per adempiere al regolamento-legge della MiFID 2 e le nuove regole di MiFID 2 vogliono controllare il mercato dei servizi finanziari, dalle banche agli investitori istituzionali, alle Borse, ai broker,  ed agli operatori ad alta frequenza. Se un gestore di fondi vuole acquistare qualcosa che abbia un prodotto sottostante elencato nell’Ue, come una opzione HSBC ad Hong Kong, essa rientra nel campo di applicazione della MiFID 2, non importa dove sia basato il gestore od il broker.

Le nuove regole di MiFID 2, approfondendo, vogliono eliminare la negoziazione via telefono, che ancora esiste, e spostare il tutto nelle piattaforme di trading, fornite di migliori strumenti di audit e di sorveglianza: e ciò significa certamente “un’ondata” di dati.

Le negoziazioni e le operazioni saranno datate a 100 micro-secondi per alcune, mentre le informazioni nei documenti per la transazione si estenderanno a ben più di 65 campi. Tali archivi dovranno, poi, essere conservati per un minimo di cinque anni: mentre le banche ed i broker saranno costretti a mostrare ai clienti il miglior prezzo disponibile per le loro operazioni e trade.